Casa passiva una scelta consapevole

Casa Passiva

Lo scopo di questa pagina è quello di illustrare attraverso un esempio quali siano le differenze tecniche ed economiche tra un edificio di Classe C ed un edificio di tipo “passivo”.  La metodologia di calcolo utilizzata nell’articolo non ha la pretesa di essere rigorosa dal punto di vista tecnico ma ha solo la funzione di comparare i consumi indicizzati di due possibili edifici. I prezzi riportati fanno chiaramente riferimento all’attuale situazione di mercato e possono essere soggetti a variazioni nel corso del tempo e/o in base al contesto applicativo. La lettura in alcuni punti può risultare ostica in quanto non sempre è possibile semplificare del tutto alcuni concetti o termini tecnici, maggiori informazioni e valutazioni possono essere tuttavia richieste compilando il forum alla fine della pagina.

Voglio inoltre ringraziare sin da ora l’ing. Alessandro Galetto che ha speso tempo e pazienza per realizzare nel dettaglio lo studio tecnico comparativo sia dal punto di vista tecnico che economico e l’ing Virgolini per avere aver aperto questo blog attraverso il quale è possibile “spiare” la realizzazione di un vero edificio passivo nelle varie fasi.

Il tema della riduzione del consumo degli edifici ad uso civile è un tema centrale della politica energetica di tutti gli stati europei che, a fronte di una direttiva comunitaria di riferimento, hanno emanano dei provvedimenti legislativi ad hoc. La situazione dei paesi mediterranei, da questo punto di vista, è forse una delle più difficili in quanto gli involucri degli edifici devono garantire un funzionamento molto buono sia in presenza di temperature esterne inferiori a 0 °C con un basso irraggiamento che con temperature esterne intorno ai 35 °C  con elevato irraggiamento.

Personalmente ritengo tuttavia che la casa passiva sia lo standard verso il quale si dovrà tendere nei prossimi anni sia per il settore civile ma anche e soprattutto per il settore terziario oggi fortemente energivoro soprattutto durante il periodo estivo. Il percorso tuttavia non sarà così lineare e ci dovremmo confrontare come tecnici con alcune criticità derivanti da:

  • nostro contesto climatico  che può rendere critico il comportamento durante il periodo estivo dell’involucro;
  • la filera legata al mondo delle costruzioni che dovrà affrontare un grosso processo di trasformazione e di formazione;
  • tecniche costruttive ormai collaudate da rivedere;
  • clientela: sempre più sensibile solo al costo iniziale dell’investimento e poco abituata a considerare i costi di gestione a lungo termine degli edifici.

L’esempio che Alessandro ha elaborato in tutti i dettagli è relativo ad una unità abitativa abbastanza diffusa per il nostro contesto:

  • Villetta isolata a piano unico
  • Superficie lorda 135 m^2
  • Zona Climatica E
  • Gradi Giorno 2393
  • Temperatura Esterna di progetto: – 5 °C

Il progetto tradizionale potrebbe essere quello descritto di seguito:

  • struttura portante in C.A. e tamponamenti in laterizio semipieno con isolamento a cappotto in EPS dello spessore minimo di 2 cm;
  • solai in laterocemento con isolamento del sottotetto con lana di roccia sp. 5 cm e tetto con EPS sp. 2 cm;
  • pavimento su vuoto sanitario aerato (IGLOO) con inserto di isolamento termico per pavimenti sempre tipo EPS 1 cm e pannello per impianto radiante sempre in EPS sp. 3 cm;
  • serramenti doppio vetrocamera basso emissivo 4-16-4;
  • impianto di riscaldamento a pavimento;
  • condizionamento tramite l’utilizzo di terminali di tipo split.

Le soluzioni utilizzate consentono di rispettare il fabbisogno massimo previsto per legge pari a  96,1 kWh/m^2anno (12.973 kWh/anno), l’acqua calda sanitaria incide per 4,8 kWh/m^2anno (648 kWh/anno) mentre il raffrescamento richiede 7,6 kWh/m2anno ( 1026 kWh/anno).

La necessità di rispettare il contenuto del D. Lgs. 28/11 impone di rispettare installare la seguente dotazione minima di impianti alimentati da fonti rinnovabili così strutturata:

L’analisi economica per quello che riguarda la dotazione impiantistica necessaria può essere così riassunta:

  • impianto riscaldamento pannelli radianti 135 mq circa + caldaia per anche produzione ACS e oneri accessori (camino ecc)  15.000 €;
  • impianto solare termico (4 pannelli + bollitore 500 l) 8.000 €
  • impianto condizionamento estivo tipo dual split 4.000 €
  • impianto fotovoltaico potenza 3 kW  8.000 €

Si può notare quindi che la parte impiantistica dell’abitazione ricopre un ruolo sempre più importante nei costi di realizzazione e che il totale, comprensivo di impianto idrico-sanitario e adduzioni di gas e acquedotto, può facilmente arrivare a 35-40.000 €.

“È chiaro che più è alto il fabbisogno di energia e più “grandi” saranno gli impianti da installare”

Sulla base di questa banale quanto vera deduzione logica proviamo a verificare come potremmo realizzare lo stesso edificio secondo lo standard passive house.

Nel nostro caso manterremo la tipologia costruttiva descritta sopra senza ricorrere a soluzioni architettoniche particolari o estreme;  il rispetto del consumo di 15 kWh/m^2 anno può essere ottenuto attraverso:

  • isolamento a cappotto in EPS dello spessore minimo di 25 cm;
  • solai saranno in laterocemento con l’isolamento del sottotetto con lana di roccia sp. 26 cm e tetto con EPS sp. 12 cm;
  • pavimento realizzato su vuoto sanitario aerato (IGLOO) con l’inserto di isolamento termico per pavimenti sempre tipo EPS 20 cm
  • serramenti saranno triplo vetrocamera 4-12-4-12-4 basso emissivo con gas argon 90%, e chiusure tipo scuretto a tenuta.

La dispersione totale dell’involucro e della ventilazione in periodo invernale sarà pari a 3 kw,  tale potenza viene fornita inserendo nell’impianto di ventilazione meccanica una batteria di post-riscaldo. Il sistema di ventilazione meccanica, praticamente obbligatorio in questa tipologia di abitazioni funge quindi da riscaldamento e da raffrescamento evitando l’installazione dell’impianto di riscaldamento a pavimento.

Il generatore di calore principale sarà una pompa di calore aria-acqua della potenza di 14 kW termici per la produzione di calore e ACS, coadiuvata da un impianto solare termico  e fotovoltaico analoghi a quelli previsti nel caso precedente con il risultato che il fabbisogno termico per il riscaldamento sarà pari a 11 kWh/mq anno.

Da un analisi economica della situazione l’abitazione necessiterà delle seguenti soluzioni impiantistiche per soddisfare tutti i bisogni, sia legislativi che fisiologici:

  • impianto di ricambio aria dotato di pompa di calore per riscaldamento e raffrescamento mediante batteria di post riscaldo e/o raffrescamento e produzione ACS 17.000 €;
  • impianto solare termico (2 pannelli + bollitore ) 5.000 €;
  • impianto fotovoltaico potenza 3 kW 8.000 €

Si può notare in questo caso come la parte impiantistica , comprensivo di impianto idrico-sanitario e adduzioni di gas e acquedotto,  risulti meno costosa che nel caso precedente attestantosi si 3o-35.000 € pur a fronte di soluzioni tecniche più raffinate quali la pompa di calore.

Nel conto economico finale devono essere inseriti i costi aggiuntivi dovuti al surplus di isolamento ed alle maggiori prestazioni richieste a involucro ed impianti:

  • cappotto: 90 €/mq contro i 35 €/mq della precedente installazione per un costo aggiuntivo pari a circa 9.500 €;
  • isolamento del soffitto e del tetto: costo aggiuntibo che si aggira circa sui 1.500 €;
  • serramenti: incremento quantificabile in circa 50%, per un aggravio di 5-6.000 €;

il costo dell’isolamento aggiuntivo si aggira quindi intorno ai 18-20.000 €.

La tabella riassume sinteticamente quali sono le differenze di costi di realizzazione e di gestione del progetto proposto, evidentemente la Casa Passiva presenta dei costi iniziali maggiori compensati però dai minori costi di gestione sul lungo periodo.